Inaugurato il monumento dedicato ai Testimoni di Geova perseguitati

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Mercoledì 24 giugno 2026, alle 11:00, sotto un sole splendente, è stato ufficialmente inaugurato un nuovo memoriale presso il Goldfischteich, nel Tiergarten di Berlino. Il memoriale ricorda i Testimoni di Geova (Studenti Biblici) che, durante il nazionalsocialismo, furono perseguitati, deportati nei campi di concentramento e uccisi. Con l’inaugurazione ufficiale, un gruppo di vittime la cui storia è rimasta a lungo nell’ombra di altri capitoli della cultura della memoria tedesca ha ottenuto un luogo visibile di commemorazione.

La cerimonia ufficiale, alla quale hanno partecipato circa 1.000 ospiti, ha messo in chiaro una cosa: questo memoriale è molto più di una nuova tappa del percorso della memoria di Berlino. È un simbolo di libertà di coscienza, tolleranza religiosa e del dovere di raccontare pubblicamente anche le storie scomode o a lungo rimosse.

NOTA: I punti principali dei discorsi pronunciati durante la cerimonia ufficiale sono riassunti di seguito in forma parafrasata. I riferimenti temporali nel testo (ad es. «Video a partire da 00:21:03») rimandano al punto corrispondente nella registrazione video su YouTube.

Una delibera unanime e un riconoscimento tardivo

Il 22 giugno 2023 il Bundestag tedesco approvò all’unanimità la creazione del memoriale. Durante la cerimonia ufficiale di inaugurazione, la presidente del Bundestag Julia Klöckner ha ricordato che un consenso del genere in Parlamento non è affatto scontato. Proprio per questo la decisione ha un peso particolare: la persecuzione dei Testimoni di Geova durante il nazionalsocialismo doveva ottenere un posto stabile e dignitoso nella commemorazione pubblica. Video a partire da 00:08:50

Nel suo discorso, Klöckner ha posto al centro l’essere umano. Secondo lei, il memoriale è dedicato a chi ha subito gravi ingiustizie eppure ha saputo conservare la propria umanità. Video a partire da 00:13:46

Con queste parole, Klöckner ha toccato un punto centrale della cerimonia ufficiale. I Testimoni di Geova sono tra i gruppi di vittime del nazionalsocialismo a lungo trascurati. Secondo Klöckner, la loro fede è rimasta estranea e sospetta per molti, e per questo le loro sofferenze hanno ricevuto minore riconoscimento. I pregiudizi sono inoltre perdurati anche dopo il 1945, e nella DDR la persecuzione è addirittura continuata. Il percorso verso un luogo visibile di commemorazione ha quindi richiesto molto tempo. Il nuovo luogo della memoria costituisce anche una rettifica del racconto storico, perché rende visibile ciò che è stato a lungo ignorato.

Coscienza contro la violenza

Nel suo discorso successivo, il ministro di Stato per la Cultura e i Media Wolfram Weimer ha posto chiaramente l’accento sulla coscienza. Si è chiesto perché le dittature abbiano paura dei credenti e perché uno Stato totalitario percepisca proprio la silenziosa fermezza dei singoli individui come una minaccia. Video a partire da 00:21:03

La sua risposta andava dritta al cuore del memoriale: chi dice «no» per motivi di coscienza si oppone alla pretesa di obbedienza del potere assoluto. I Testimoni di Geova non miravano a rovesciare il regime. Volevano vivere la loro fede. Ma proprio questa fedeltà a un vincolo morale superiore li rendeva una minaccia agli occhi del regime nazista. Video a partire da 00:22:01

Weimer ha ricordato anche August Dickmann, fucilato nel 1939 nel campo di concentramento di Sachsenhausen per aver rifiutato, per motivi di coscienza, di prestare servizio militare. La sua storia rappresenta quella di molte altre persone che non erano disposte a consegnare la propria coscienza allo Stato. Video a partire da 00:21:34

Perché gli Studenti Biblici venivano perseguitati

I nazionalsocialisti perseguitarono i Testimoni di Geova con particolare durezza, perché si rifiutavano di accettare le pretese totalitarie del regime. Non facevano il saluto hitleriano, non si iscrivevano al partito nazista (NSDAP), non partecipavano al culto del Führer e, per motivi di coscienza, si rifiutavano di prestare servizio militare. Molti continuarono la loro attività religiosa nonostante il divieto.

Nei discorsi si è anche ricordato che i Testimoni di Geova aiutavano altre persone perseguitate. Ne è un esempio la storia di Emma e Franz Gumz di Berlino. I due coniugi aiutarono la famiglia ebrea Deutschkron; Emma Gumz fu poi insignita del titolo di «Giusta tra le Nazioni». Storie come queste dimostrano che la resistenza non è sempre stata rumorosa. A volte consisteva semplicemente nel non collaborare, nel condividere il cibo, nel nascondere delle persone o nel mantenere i contatti con altri perseguitati, anche a rischio della propria vita. Video a partire da 00:11:15

Secondo i dati citati durante la cerimonia ufficiale, migliaia di Testimoni di Geova provenienti dalla Germania e dai paesi europei occupati finirono nel mirino dei nazionalsocialisti. Più di 15.000 furono perseguitati o imprigionati, e molti furono deportati nei campi di concentramento. Almeno 1.700 non sopravvissero alla persecuzione. Nei campi, gli Studenti Biblici venivano contrassegnati con il triangolo viola. Dati a partire da 00:20:34 · Triangolo viola a partire da 00:12:41

Il Goldfischteich come luogo storico

Non è un caso che il memoriale si trovi presso il Goldfischteich. Nei pressi di questo luogo, durante il periodo nazista, i Testimoni di Geova si incontravano di nascosto. Con la copertura di un servizio di noleggio di sedie, si scambiavano informazioni e mantenevano i contatti all’interno della loro comunità vietata. Video a partire da 00:20:06

Nel suo discorso, Felor Badenberg, senatrice alla Giustizia di Berlino, ha ricordato questo contesto storico. Il Goldfischteich è un luogo in cui si sono incrociati resistenza e persecuzione, affermazione di sé e violenza di Stato. Nell’agosto del 1936 la Gestapo intervenne proprio lì. Diversi Testimoni di Geova furono arrestati; quel luogo divenne teatro di un’ondata di persecuzioni che si estese ben oltre i confini di Berlino. Video a partire da 00:36:16

Badenberg ne ha tratto una chiara lezione per il presente. Proprio dal punto di vista della giustizia, è necessario definire l’ingiustizia come tale. Infatti, i tribunali e i pubblici ministeri non solo tollerarono l’ingiustizia nazista, ma in molti casi la applicarono. Il memoriale richiama quindi anche la responsabilità dello Stato di diritto nel tutelare la libertà di coscienza e di religione. Video a partire da 00:38:36

Una scultura in bronzo che sembra un albero ferito

Il memoriale è opera dell’artista Matthias Leeck. La scultura è alta cinque metri ed è realizzata in bronzo. Nei discorsi è stata descritta come un albero privato dei rami, ma che rimane comunque saldamente radicato. Questa forma è stata scelta di proposito: vuole rappresentare una ferita senza lasciare all’impotenza l’ultima parola. Video a partire da 00:18:50

Lo stesso Leeck ha parlato del conflitto artistico che comporta dare forma a un tema del genere. Come si può rappresentare la sofferenza nel bronzo? Come può un’opera ricordare la persecuzione senza ridurre le vittime alla loro sofferenza? La sua risposta è una scultura che tende verso l’alto. Sembra danneggiata, ma non spezzata. Video a partire da 00:41:21

La superficie riprende i valori di luce e ombra ricavati da frammenti fotografici di luoghi commemorativi dei campi di concentramento e da documenti storici. In questo modo la memoria si imprime nel bronzo, non come riproduzione diretta, ma come traccia: visibile, tangibile e duratura. Video a partire da 00:43:05

Particolarmente significativa è stata l’idea di Leeck secondo cui quel luogo non doveva essere uno spazio esclusivamente dedicato al lutto. I visitatori non devono rimanervi immobili. Devono venire, guardare, soffermarsi e magari anche godersi il sole. La libertà di godersi la vita nel parco diventa così parte della risposta alla tirannia di un tempo. Video a partire da 00:45:33

Una giovane donna con lunghi capelli castani e un abito scuro parla da un leggio con due microfoni, tenendo in mano un foglio di carta. Accanto a lei si trova un giovane uomo in completo scuro con gilet e cravatta. Sullo sfondo si vede un fogliame verde e rigoglioso.
Clara-Denise Dörner e Julius Glaser, discendenti di Testimoni di Geova perseguitati, intervengono alla cerimonia ufficiale di inaugurazione del memoriale nel Tiergarten di Berlino il 24 giugno 2026. Foto: Peter Maciol.

Le voci dei discendenti: dare un volto alla storia

Tra i momenti più commoventi della cerimonia ci sono state le testimonianze dei discendenti dei Testimoni di Geova perseguitati. Hanno raccontato di famiglie la cui vita quotidiana fu sconvolta da arresti, perdita del lavoro, perdita della casa e detenzione nei campi di concentramento. Si parlava di padri che non tornarono più, di madri che si presero cura dei propri figli nelle condizioni più difficili e di bambini che venivano puniti a scuola perché si rifiutavano di fare il saluto hitleriano.

In programma c’erano Clara-Denise Dörner, pronipote di Bruno Seide, vittima delle persecuzioni, e Julius Glaser, trisnipote di Wilhelm Ruhnau, anch’egli vittima delle persecuzioni. I loro interventi hanno sottratto la storia all’astrattezza del ricordo: le vittime delle persecuzioni sono tornate a essere persone con famiglie, professioni, figli, scelte e discendenti che oggi pronunciano i loro nomi. Clara-Denise Dörner a partire da 00:49:45 · Julius Glaser a partire da 00:53:59

Questi ricordi personali hanno conferito al memoriale una seconda dimensione. I numeri sono necessari per comprendere la portata della persecuzione. Ma solo le storie delle famiglie mostrano cosa abbia significato la persecuzione nella vita delle singole persone: il licenziamento, l’alloggio di fortuna, la paura della successiva visita della Gestapo, l’ultimo segno di vita dalla prigionia e il silenzio dopo la guerra.

Sono proprio queste testimonianze a far capire perché servono i luoghi della memoria. Non si limitano a conservare il passato. Creano uno spazio pubblico in cui i discendenti possono dire: «È successo. E fa parte della nostra storia comune».

Un memoriale per la dignità e la libertà di coscienza

Al termine della cerimonia, il memoriale è stato ufficialmente inaugurato. Nel Tiergarten di Berlino vi è ora un luogo che ricorda un gruppo di vittime a lungo trascurato e, allo stesso tempo, solleva una questione molto attuale: che valore ha la coscienza quando il potere esige obbedienza? Video a partire da 01:06:20

La risposta di questo memoriale è silenziosa, ma chiara. Sta nella scultura in bronzo alta cinque metri, nella storia del Goldfischteich, nei nomi dei perseguitati e nelle voci dei loro discendenti. Ed è questa: la dignità umana rimane inviolabile, anche laddove un regime fa di tutto per infrangerla.

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Informazioni sul memoriale dedicato ai Testimoni di Geova perseguitati

Luogo: Goldfischteich, nel Tiergarten di Berlino

Occasione: commemorazione dei Testimoni di Geova perseguitati e uccisi durante il nazionalsocialismo, all’epoca spesso conosciuti come «Studenti Biblici»

Inaugurazione ufficiale: 24 giugno 2026

Delibera del Bundestag: 22 giugno 2023, all’unanimità

Artista: Matthias Leeck

Progetto: scultura in bronzo alta cinque metri, ispirata alla forma di un albero ferito ma ancora saldo

Riferimento storico: incontri segreti dei Testimoni di Geova presso il Goldfischteich, arresti da parte della Gestapo nel 1936

Discendenti presenti nel programma: Clara-Denise Dörner, pronipote di Bruno Seide, vittima delle persecuzioni; Julius Glaser, trisnipote di Wilhelm Ruhnau, vittima delle persecuzioni

Domande frequenti

Perché a Berlino c’è un memoriale dedicato ai Testimoni di Geova?

Il memoriale commemora i Testimoni di Geova che, durante il nazionalsocialismo, furono perseguitati, incarcerati e uccisi a causa della loro fede. Dà visibilità a un gruppo di vittime la cui storia è stata a lungo trascurata.

Dove si trova il memoriale?

Il memoriale si trova presso il Goldfischteich, nel Tiergarten di Berlino. Il luogo è stato scelto perché durante il periodo nazista i Testimoni di Geova vi si incontravano di nascosto e nel 1936 la Gestapo vi effettuò degli arresti.

Chi ha creato il memoriale?

La scultura in bronzo è stata progettata dall’artista Matthias Leeck. Ricorda un albero ferito, ma ancora saldo.

Perché i Testimoni di Geova sono stati perseguitati durante il nazismo?

Tra le altre cose, si rifiutavano di fare il saluto hitleriano, non aderivano alle organizzazioni del partito, rifiutavano il culto del Führer e, per motivi di coscienza, si rifiutavano di prestare servizio militare. In questo modo si opponevano alla pretesa totalitaria del regime nazista.

Cosa significa il triangolo viola?

Il triangolo viola era il segno con cui venivano contrassegnati gli Studenti Biblici e i Testimoni di Geova nei campi di concentramento.

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