{"id":5595,"date":"2022-03-02T13:59:48","date_gmt":"2022-03-02T13:59:48","guid":{"rendered":"https:\/\/alst.org\/?p=5595"},"modified":"2024-03-12T06:31:28","modified_gmt":"2024-03-12T06:31:28","slug":"lothar-hornig-1928-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alst.org\/it\/istruzione\/biografie\/lothar-hornig-1928-2008\/","title":{"rendered":"Lothar H\u00f6rnig (1928-2008)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"145\" height=\"200\" src=\"https:\/\/alst.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/lothar-hornig.jpeg\" alt=\"Foto di Lothar Hornig\n\" class=\"wp-image-1945\"\/><figcaption>Foto di Lothar Hornig<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nato il 22 aprile 1928 a Lutzen (vicino a Leipzig), Lothar H\u00f6rnig sub\u00ec la persecuzione sotto due dittature tedesche successive: il regime nazista e il regime comunista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I suoi genitori, dei \u201cBibelforscher\u201d (Testimoni di Geova) lavoravano sodo nella loro piccola panetteria per provvedere ai bisogni dei loro 6 figli. Con l\u2019arrivo di Hitler al potere, nel 1933, cominciarono i guai. Dato che tutta la famiglia rifiutava, per&nbsp; motivi di coscienza, di fare il saluto hitleriano, gli fu impedito l\u2019accesso ai bagni pubblici gratuiti e al parco municipale. In seguito, la loro panetteria fu boicottata. Otto, il padre fu arrestato nel 1936. dapprima detenuto nelle prigioni di Lutzen e di Halle, in seguito fu inviato nel campo di concentramento di Buchenwald con la matricola n.780. Vi rest\u00f2 fino alla liberazione da parte delle truppe alleate nel 1945.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u201911 agosto 1944, un caro amico di famiglia, Otto Guse, fu decapitato nella fortezza di \u201cRoter Ochse\u201d per avere rifiutato di servire nell\u2019esercito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verso la fine del 1944, Lothar e suo fratello pi\u00f9 piccolo riuscirono a vedere il loro padre in un locale annesso del campo di Buchenwald. Questo incontro fugace rinforz\u00f2 la volont\u00e0 di Lothar di non cedere mai al nazismo. Cos\u00ec, quando ricevette la chiamata dell\u2019esercito nel dicembre 1944, l\u2019adolescente di 16 anni si present\u00f2 coraggiosamente alla Gestapo di Halle per dichiarare il suo rifiuto di imbracciare le armi, per le sue convinzioni religiose. Afferm\u00f2 che la sua decisione derivava dalla volont\u00e0 di ubbidire al comandamento divino: \u201cNon uccidere\u201d. Essendo troppo giovane per essere giudicato da un tribunale militare, fu portato a&nbsp; Leipzig passando per &nbsp;Dresda, Praga e Brunn fino alla frontiera ungherese.&nbsp; L\u2019avanzata degli eserciti alleati costrinse la Wehrmacht a battere in ritirata e Lothar fu ricondotto prima di essere improvvisamente liberato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egli ritorn\u00f2 a Lutzen e ritrov\u00f2 suo padre che era stato liberato nel frattempo dal campo di Buchenwald. Per nulla scossi nella loro fede, continuarono tutte e due la loro vita di Testimoni di Geova. Nel 1948, Lothar and\u00f2 a lavorare a Magdebourg, nella sede locale dei Testimoni di Geova della Germania dell\u2019Est. Nel 1950, intraprese il servizio di predicatore viaggiante che lo costrinse a fare lunghi spostamenti da Halle fino nel cuore della Thurninge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 30 aprile 1950, fu arrestato al momento di una gigantesca retata che comprendeva tutti i Testimoni di Geova di tutta la DDR. Il 3 e il 4 ottobre, il regime organizz\u00f2 un processo di grande risonanza pubblica per il quale Lothar fu condannato a 15 anni di prigione per fallaci motivi di \u201cspionaggio, di sabotaggio e di incitazione al boicottaggio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scont\u00f2 9 anni in condizioni spaventose, e il pi\u00f9 delle volte in cella d\u2019isolamento, all\u2019inizio nella prigione di Brednbourg, poi nelle celle di Leipzig e di Dresda. Dichiar\u00f2: \u201cSolo la mia fede e gli esercizi spirituali mi hanno impedito di diventare pazzo\u201d.<br>La sua fidanzata lo attese pazientemente in tutti questi anni e lo spos\u00f2 dopo la sua scarcerazione. Ebbero una figlia e vissero a Erlangen.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la caduta del Muro, fu riabilitato. Ci\u00f2 nonostante, nel 1995, si ritrov\u00f2 ancora in tribunale, chiamato a testimoniare contro uno dei suoi giudici che aveva presieduto al processo del 1950. Questo tipo di confronto non gli avrebbe provocato sentimenti di odio? \u201cno, &nbsp;l\u2019odio, non so cosa sia. \u201cQuando ho testimoniato davanti al tribunale di Berlino per raccontare le mie condizioni di detenuto, il vecchio giudice scoppi\u00f2 in lacrime e grid\u00f2: \u201cNon lo sapevo, non volevo questo. Vi prego perdonatemi! \u201d Ho attraversato tutta la sala del tribunale, gli ho teso la mano e dissi che lo avevo perdonato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lothar H\u00f6rnig ha raccontato la sua vita il 20 febbraio 2003 durante una cerimonia alla Memoria di \u201cRoter Ochse\u201d. Si \u00e8 spento il 3 gennaio 2008, a Erlangen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato il 22 aprile 1928 a Lutzen (vicino a Leipzig), Lothar H\u00f6rnig sub\u00ec la persecuzione sotto due dittature tedesche successive: il regime nazista e il regime comunista. I suoi genitori, dei \u201cBibelforscher\u201d (Testimoni di Geova) lavoravano sodo nella loro piccola panetteria per provvedere ai bisogni dei loro 6 figli. 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